È 30 volte più sottile di quella dell’adulto e le precauzioni fanno la differenza: la pelle del neonato va maneggiata con estrema cura e trattata con prodotti ad hoc, meglio se accompagnati da gestualità che favoriscono il benessere del piccino.
La pelle dei bambini, infatti e soprattutto nei primi mesi di vita, è ancora in fase di sviluppo, dunque estremamente delicata e vulnerabile agli effetti degli agenti esterni. Per questo è molto importante che l’affetto di chi è chiamato a occuparsene si intrecci alla cura consapevole, creando le condizioni per favorire il benessere fisico del piccolo. In quest’ottica il farmacista può fare molto, accompagnando i genitori nelle prime fasi di trattamento dell’epidermide del loro piccino.
Imperativo delicatezza
Il volto e le mani sono le zone più esposte del neonato e rappresentano aree di estrema sensibilità. La struttura cutanea infantile è molto permeabile e suscettibile a irritazioni e all’azione di agenti esterni. Pensare a “una pelle in piccolo” è, dunque, un grave errore: la cute del neonato è completamente diversa da quella di un adulto, è un organo in via di sviluppo e per questo va preservata da tutta una serie di fattori che sulla pelle adulta non hanno impatto o ne hanno solo in minima parte.
Un elemento cardine è la vernix caseosa, la sostanza cerosa che riveste il bambino alla nascita e che svolge la funzione di barriera naturale che protegge la sua pelle, contribuendo alla regolazione dell’idratazione e, al contempo, allo sviluppo della barriera cutanea nei primi momenti dopo la nascita. La vernix caseosa svolge la fondamentale funzione di mantenere il pH cutaneo stabile, ha proprietà antinfettive e idratanti e va preservata soprattutto nel primo periodo post nascita.
Chiunque si avvicini al piccino deve sapere che la sua pelle è estremamente permeabile e per questo è bene adottare alcuni semplici, ma importanti accorgimenti per preservarne il delicatissimo equilibrio. Innanzitutto a un neonato ci si dovrebbe avvicinare soltanto dopo un’accurata detersione, per ridurre il rischio di trasferirgli possibili microrganismi per lui pericolosi. Le mani dell’adulto andrebbero, in particolare, lavate con un detergente privo di profumazione e con un pH equilibrato.
Per il lavaggio del piccolo, invece, non bisogna esagerare: subito dopo la nascita basta un bagnetto veloce 2-3 volte a settimana e sempre esclusivamente in acqua tiepida. Anche i prodotti di detersione da applicare sulla sua pelle -e in farmacia ce ne sono tanti di validi ed efficaci- vanno selezionati con cura scegliendoli tra quelli appositamente formulati per la cute del neonato, delicati e ipoallergenici e privi di profumazioni, così da non alterare il delicato equilibrio cutaneo. Stesso discorso vale per balsami, fluidi, oli e creme idratanti: devono sostenere la barriera cutanea senza alterarla sia dopo la detersione più accurata, sia a ogni cambio di pannolino. E non vanno scelti se non specificatamente formulati per l’epidermide dei più piccoli.
Anche l’ambiente gioca un ruolo chiave: abiti in fibre naturali e un’umidità moderata in casa favoriscono il microclima ideale. Gli eccessi fanno male alla pelle e alla salute del neonato: no, quindi, sia a un ambiente troppo fresco, sia a uno eccessivamente caldo.
Pelle a pelle, la gestualità che cura
Ma tutto questo non è sufficiente: l’attenzione alla pelle del neonato è anche un’esperienza di vicinanza e uno scambio emotivo. Secondo gli esperti, il contatto pelle a pelle, conosciuto come skin-to-skin contact o kangaroo care, favorisce la stabilità fisiologica del bambino e consolida la connessione affettiva tra genitore e figlio. È un legame che si crea fin dai primissimi istanti: vicinanza e presenza sono pilastri fondamentali per aiutare il piccino a sentirsi accolto e protetto nel suo ingresso nel mondo. Il tocco diretto con la pelle dei genitori soddisfa i bisogni corporei del neonato, ne regola lo stress e favorisce un profondo senso di sicurezza, indispensabile per la crescita fisica ed emotiva del piccolo. Parallelamente, aiuta in particolare la mamma a rilassarsi, riducendo frequenza cardiaca e pressione.
